Tone Audio assegna l’Exceptional Value Award dell’anno all’Atoll IN200 Evo

Abbiamo ricevuto da Atoll il testo della recensione dedicata all’Atoll IN200 Evo pubblicata dalla rivista cartacea americana Tone Audio. Tale test non si trova in rete ma l’abbiamo tradotto fedelmente su questa pagina. Eccovi quindi l’Atoll IN200 Evo dove Evo sta per Evoluzione.

L’articolo è firmato da Jerold O’ Brien.

È fantastico essere tornato. Sì, sapevo che non potevo stare a lungo lontano dal mondo delle recensioni audio. Ed è stata questa sobria bellezza francese a riportarmi indietro. Atoll ha sempre offerto prestazioni e valore incredibili, senza cedere alla produzione cinese – e per questo che li ammiro. Sono entusiasta potervi parlare di questo amplificatore.

Proprio come le belle ma sobrie signore che passeggiano per Parigi con nient’altro che un semplice abito nero, un bell’orologio e capelli perfetti, l’IN-200 è così. Rivestito di nero (qui è mostrato quello argento per una variazione sul tema), con pochi controlli e un display OLED semplice ma efficace, è un amplificatore di cui non vi stancherete mai. La finitura anodizzata del pannello frontale è realizzata alla perfezione e dà una piacevole sensazione al tocco. Niente peso piuma in classe D!

I suoi 120 watt per canale su 8 ohm sono erogati da circuiti completamente discreti. Nella sezione di basso livello vengono utilizzati dispositivi bipolari e il segnale di uscita è prodotto da MOSFET di potenza in classe AB. Sebbene Atoll non lo menzioni, non mi sorprenderei se i primi 5-8 watt fossero in classe A, considerando quanto morbido e raffinato sia il suono di questo amplificatore.

Vi avevo detto che questo amplificatore costa solo 2.900 dollari ?(1.890 euro nel nostro listino). Wow. Questa è la soluzione per chi critica il prezzo sempre più alto delle apparecchiature audio. Se preferite avere un solo componente, potete aggiungere la scheda MM P50 (65 euro) o la scheda MC P 100 (190 dollari – ns listino 106 euro) per avere tutto sullo stesso chassis. Non abbiamo avuto modo di provarlo, ma l’esperienza passata con Atoll ci ha insegnato che queste schede superano sempre le aspettative. Considerando che l’appassionato di musica medio attento al budget probabilmente lo abbinerà a una combinazione giradischi/testina da 500-1.500 dollari, non sarà un cattivo punto di partenza. La buona notizia è che l’IN-200 ha una risoluzione sufficiente da permettervi di passare a un front-end analogico migliore in seguito, tramite uno degli ingressi ad alto livello. Se siete più inclini al digitale, o se preferite l’analogico e volete solo il digitale come sorgente secondaria, è disponibile la scheda DAC DA 100 (300 dollari – 200 euro nel nostro listino), che decodifica le informazioni digitali fino a 24/192. La scheda DA200, più costosa (500 dollari – 350 euro nel nostro listino), supporta il DSD tramite USB e connettività Bluetooth. Tenete presente che potete installare solo una scheda, quindi fate in modo che sia conveniente per voi.

Come ho detto, questo amplificatore produce 120 watt per canale, e per la maggior parte delle persone, saranno più che sufficienti per far vibrare la casa. Giusto per accontentare la brigata Magnepan, ho abbinato l’IN-200 a una coppia di 1.7 che tengo a portata di mano proprio per questo test. A meno che non abbiate bisogno del volume massimo, in una stanza di medie dimensioni, l’IN-200 fa il suo dovere. Attenzione: le Magnepan non raggiungono mai il volume massimo, nemmeno con mille watt per canale. E’ davvero una bella idea abbinare le recenti  Magnepan  a questo amplificatore. La coppia vi regalerà un grande piacere musicale grazie al livello di risoluzione dell’IN-200.

A completare la scelta dei diffusori per questa recensione c’è una coppia di Vandersteen 2 (del 2017 circa), una coppia di MartinLogan Aerius I (molto più difficili da pilotare delle Magnepan) e una coppia di Focal Sopra 3. Quasi tutti questi diffusori potrebbero accoppiarsi ad amplificatori più costosi ma questo abbinamento funziona comunque davvero molto bene.

Ascoltando molta musica complessa, questo amplificatore riesce a districare con facilità anche le selezioni musicali più dense. Parlo di arene rock anni ’80 e di alcuni brani dei Nine Inch Nails assolutamente non pezzi per audiofili. Naturalmente, passando alla versione acustica di Jagged Little Pill di Alanis Morrisette si scopre più a fondo quante sfumature questo amplificatore economico sia in grado di riprodurre.

Il modo con cui questo amplificatore illumina le semplici melodie presentate, catturando le nuances degli attacchi e dei decadimenti del pianoforte e della chitarra acustica, è davvero impressionante. C’è molta aria tra le note e gli strumenti, cosa che non sempre emerge. L’amplificatore Atoll sembra molto più grande e molto più evoluto di alcuni prodotti di prezzo simile che ho avuto tra le mani ultimamente.

Suonare heavy rock più incisivo e tracce elettroniche ricche di bassi mostra ancora una volta un livello di controllo e compostezza che va ben oltre ciò che ci si aspetterebbe da un integrato da 3.000 dollari. I bassi profondi, sia acustici che elettrici, raggiungono un eccellente equilibrio tra estensione e controllo, pur mantenendo consistenza e dettaglio.

Una delle caratteristiche più impressionanti di questo amplificatore è la sua grinta assoluta. Anche quando si suona a tutto volume, è stato difficile portare l’IN-200 al clipping, e quando succede, dà immediatamnte un segnale d’allarme che appiattisce leggermente il soundstage. Portandolo nel mio garage per qualche giorno, collegato ad un paio di Klipsch La Scala, sono riuscito a infastidire i vicini in diverse occasioni. Collegato a diffusori con sensibilità di 100db/1 watt, mi sono sentito come se fossi tornato al Summerfest di Milwaukee al Rock Stage. Fantastico.

Sebbene la musica acustica non sia principalmente il mio genere (sono un tipo rock boomer ricordate?), è importante approfondire la questione per contestualizzare ulteriormente l’amplificatore. Seguendo l’esempio del nostro editore, e prendendo in prestito la sua copia SACD di The Jung Trio e un cofanetto Decca, scopriamo quanto siano naturali gli strumenti acustici attraverso questo amplificatore. Ok, torniamo ora ai Whitesnake.

L’utilizzo dell’amplificatore è piacevolmente semplice. Il display è facile da leggere e i controlli sono ben studiati. Inoltre, non si viene penalizzati per un mega telecomando. Ciò che si offre funziona bene e non dà l’impressione di aver sciupato soldi inutilmente. Per fortuna non ha nemmeno bisogno di un’app per funzionare.

Ciò che rende l’amplificatore integrato Atoll IN-200 Evo il nostro ultimo Exceptional Value Award dell’anno è la pura qualità del suono. Abbiamo parlato a lungo di amanti della musica disposti a  sacrificare volentieri il budget previsto per una bella moto, per un impianto hi-fi di eccellenza musicale. Non servono cabinet e funzionalità di lusso. Atoll è sul mercato da molto tempo, quindi potete essere certi dell’affidabilità dell’IN-200. Non ci credete? Controllate i troll di internet. Non sono riuscito a trovare un solo post online di qualcuno che si lamentasse di un cattivo comportamento di questo marchio.

Se sei un amante della musica e desideri costruire un ottimo sistema con un budget ragionevole, l’Atoll IN200 Evo è un punto fermo per un sistema che potrai godere per anni. Altamente raccomandato.

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