Vi presentiamo il pre-dac-streamer Bricasti M3

 

Siamo lieti di avere in dimostrazione e vendita il Bricasti M3, uno dei pre-dac streamer più interessanti sul mercato, eccellente nella costruzione ed emozionante nell’ascolto.

L’M3 incorpora due alimentatori lineari indipendenti per l’elaborazione analogica e digitale al fine di garantire un basso livello di rumore e un isolamento superiore. Un telaio di nuova concezione realizzato in robusto alluminio CNC fresato in sezioni assicura caratteristiche termiche superiori, eccellente smorzamento delle vibrazioni e schermatura da radio frequenze.

Il design digitale dell’M3 impiega un clock DDS di precisione che abbassa il jitter a livelli estremamente bassi, assicurando un percorso del segnale digitale puro, combinato con un design del filtro digitale superiore e la conversione Native DSD produce un percorso audio digitale all’avanguardia. E’ dotato di un controllo di livello analogico di classe e quindi l’M3 funziona come un preamplificatore di alto livello (escludibile) che consente di utilizzare l’apparecchio per pilotare direttamente gli amplificatori di potenza, senza perdita di bit, per prestazioni analogiche ottimali.

Il lettore di rete opzionale offre uno dei maggiori vantaggi sonici possibili dell’ultimo decennio per la riproduzione audio, con trasmissione di dati incontaminata su lunghe distanze, senza perdita di segnale o degrado sul percorso dei cavi. Ciò significa che il server può essere posizionato ovunque sulla rete piuttosto che nello spazio di ascolto, creando un ambiente di ascolto senza disordine e prestazioni rivoluzionarie.

L’M3 può essere ordinato con l’interfaccia di rete per consentirgli di diventare un lettore Streamer di rete DNLA compatibile. Il lettore M3 supporta frequenze di campionamento fino a 384k PCM e DSD128 via DoP. Compatibile con Roon, Audirvana o JRiver.

Vediamolo ancor più da vicino attraverso la recensione scritta da Terry London pubblicata su Stereo Times

Bricasti Design M3 DAC by Terry London

Negli ultimi dieci anni, ho utilizzato più di cinque DAC multi-bit R2R (Resistor ladder) non-oversampling (NOS), anche con sezioni digitale-analogico a valvole, nel mio impianto principale. In questo arco di tempo, ho avuto in casa alcuni dei DAC Delta-Sigma con oversampling più apprezzati, indipendentemente dal prezzo, per testarne le prestazioni nel mio impianto. Ho pilotato tutti questi DAC esclusivamente con meccaniche di lettura CD di riferimento e non ho mai eseguito lo streaming di musica. Ho oltre 10.000 CD; pertanto, mi interessano solo le prestazioni del PCM (Redbook 44.1k) come materiale sorgente. È importante tenere presente che i DAC R2R NOS o i DAC Delta-Sigma non sono intrinsecamente superiori l’uno rispetto all’altro,  Anche in questo caso è il gusto personale e le preferenze soggettive che determinano le scelte. Come i miei lettori sanno, per me l’aspetto più importante della riproduzione dell’illusione” musicale è il timbro, il colore e la tonalità. Se questo aspetto della musica risulta anche solo leggermente sbiadito o presenta un bilanciamento tonale asciutto, per me rappresenta un ostacolo al rilassamento e alla connessione con la musica. La seconda priorità più importante per me è la  rappresentazione spaziale individuale di note e armoniche. Se un sistema riproduce principalmente con una precisione nitidissima il bordo d’attacco di una nota, questo tende, purtroppo, ad appiattire/snellire il corpo dell’armonica. Trovo che questo sia “scarno” e assottigli l’immagine al punto di privarla della “densità/solidità dell’immagine”, ovvero della palpabilità dei singoli strumenti quando li si ascolta in tempo reale dal vivo. A causa di queste priorità di ascolto personali, non avevo mai ascoltato nel mio sistema un DAC Delta-Sigma a stato solido che avrei voluto come riferimento a lungo termine. Pur ammirando la loro riproduzione dei microdettagli, la dinamica complessiva fragorosa e la trasparenza cristallina, suonavano un po’ meccanici e analitici. Mancavano della tonalità ricca e organica e della palpabilità dell’immagine di cui ho bisogno per rilassarmi e poter godere appieno della musica.

Nell’aprile del 2019 ho avuto il piacere di recensire l’amplificatore stereo M15 di Bricasti Design. Era un prodotto dalle prestazioni eccezionali e la sua progettazione e qualità costruttiva avrebbero messo a dura prova gli amplificatori di molti produttori di fascia alta, in base al rapporto qualità costruttiva/prestazioni/prezzo. Bricasti Design è uno dei costruttori di amplificatori, preamplificatori e DAC più stimati, utilizzati nel settore della registrazione professionale. Il marchio è stimato anche nel mercato asiatico. Prende molto sul serio le sue apparecchiature stereo e ha vinto numerosi premi importanti nelle pubblicazioni che recensiscono apparecchiature di fascia alta. La recensione dell’amplificatore M15 era stata curata da Mike Kay di Audio Archon, un rivenditore di Bricasti Design, e durante questo processo ho sviluppato un eccellente rapporto di lavoro con Brian Zolner, co-fondatore e capo progettista, e Damon Gramont, direttore vendite e marketing di Bricasti Design. Entrambi si fidavano della mia capacità di scrivere una recensione informativa e di presentare onestamente il loro prodotto, raccontando i fatti della mia esperienza di ascolto, positiva, negativa o indifferente.

Bene, questi “tre amici” volevano che valutassi l’oggetto di questa recensione, l’ultima versione del DAC Bricasti Design M3, il cui prezzo di vendita al dettaglio è di 7.900 euro per il modello standard. Aggiungendo uno streamer interno, il sovrapprezzo è di 1.500 euro, una amplificazione per cuffie costa 650 euro e, infine, un telecomando che controlla tutte le funzioni del DAC costa 650 euro.

Il telaio del DAC M3 è ricavato da un blocco di alluminio anodizzato. La parte anteriore dell’M3 è nera ardesia, mentre la parte superiore è argentata. Le dimensioni dell’M3 sono 35 cm di larghezza, 28 cm di profondità e 6,4 cm di altezza. Il DAC pesa 4,5 kg. Sul lato anteriore dell’M3 troverete un ampio schermo LED di facile lettura che mostra tutte le funzioni del DAC, un controllo del volume e sei pulsanti che controllano tutte le funzioni del DAC  (ingresso / livello/ riferimento/ stato/ bilanciamento/ mute) e, infine, un interruttore di standby. Sul retro si trovano l’ingresso IEC, l’interruttore on/off, gli ingressi digitali per AES/EBU, XLR-SPDIF bilanciato, RCA single-ended, EIAJ, Toslink-USB, USB-LAN per lo streaming di rete. Infine, ci sono due set di uscite, XLR per il bilanciato e RCA per il single-ended. Il layout interno, completamente bilanciato, presenta doppi trasformatori e due diversi percorsi DAC: per il PCM utilizza un modulatore Delta-Sigma e per il DSD un vero modulatore a un bit sviluppato da Bricasti Design, unico nel settore. Non pretenderò di comprendere tutte le spiegazioni sulla tecnologia che consente all’M3 di elaborare diversi flussi di bit e formati ad alta risoluzione. Il manuale, molto ben scritto e completo, fornisce tutti i dettagli su come il DAC gestisce queste diverse frequenze di campionamento e formati. Ciò che mi è chiaro è che utilizza due percorsi distinti e separati per PCM e DSD. Di tutte le apparecchiature che ho avuto modo di recensire nel corso degli anni, in termini di ingegneria, qualità costruttiva e prestazioni, l’amplificatore M15 di Bricasti Design e ora il DAC M3 si collocano al vertice di ciò che l’audio high-end può offrire a un amante della musica. L’ergonomia dell’M3 è progettata in modo intelligente e facile da seguire. L’aspetto fisico presenta l’elegante e sobria classe di un prodotto eccellente, costruito a mano secondo i più alti standard.

Niente di tutto ciò avrebbe importanza se il DAC Bricasti Design M3 non offrisse prestazioni superlative nelle aree chiave che avevo indicato all’inizio della recensione e che sono le più salienti della mia esperienza per essere coinvolto e affascinato dalla musica riprodotta in quel momento. Ricordate, ho ascoltato numerosi DAC Delta-Sigma in precedenza che mi avevano impressionato, ma non mi avevano “affascinato” come i DAC a valvole NOS con ladder R2R nel mio sistema. L’M3 è il primo DAC a stato solido Delta-Sigma che non solo mi ha affascinato, ma mi ha anche abbagliato in modi che non avrei mai creduto, sulla base delle mie passate esperienze con i DAC Delta-Sigma, finché non l’ho ascoltato nel mio sistema!

Prima di entrare nei dettagli musicali riguardanti le prestazioni del DAC Bricasti Design M3, lasciatemi condividere alcune precisazioni, almeno nel mio impianto, che sono state necessarie per consentire questo livello di prestazioni stellari. Innanzitutto, poiché l’M3 è un progetto bilanciato e il resto dell’impianto (preamplificatore Coda Technology 07x e amplificatore 16.0) è effettivamente bilanciato, ho collegato un cavo AES/EBU con ingresso bilanciato all’M3 e cavi di interconnessione XLR analogici con uscita bilanciata. Utilizzando cavi RCA single-ended in/out, la bellezza timbrica e l’immagine tridimensionale che ho ascoltato in modalità bilanciata, sono diminuite in modo significativo. In secondo luogo, il livello di fluidità e la generale morbidezza che permettevano alla musica di fluttuare nel mio spazio d’ascolto hanno raggiunto un livello superiore quando ho utilizzato tre dei Krolo Design Enhancer sotto l’M3. I piedini di serie forniti da Bricasti Design sembrano ben costruiti. Tuttavia, l’utilizzo di questi dispositivi aftermarket ha apportato un miglioramento notevole. So che i DAC più costosi di Bricasti Design utilizzano gli Stillpoint come footer standard. Potrebbero valutare di contenere il prezzo degli Stillpoint nel prezzo dell’M3 per ottenere il massimo delle prestazioni, anche se dovessero far pagare un po’ di più per utilizzarli su questo modello.

In terzo luogo, indipendentemente dal genere musicale, il filtro Minimum Phase era sempre attivo. Voglio anche condividere che quando ho testato il controllo del volume analogico dell’M3, invece di usare il mio preamplificatore di riferimento Coda 07x per alimentare il mio sistema, le prestazioni erano sorprendentemente simili a quelle di questo preamplificatore di linea di riferimento da 6.500 dollari. Un po’ meno di intensità cromatica e un leggero assottigliamento della densità dell’immagine, rispetto al preamplificatore. Se si utilizza solo un front-end digitale e non si hanno bisogno di altri ingressi, si potrebbe rapidamente eliminare il costo di un preamplificatore di riferimento e avere la certezza di ottenere un controllo del volume eccezionale che non passa in secondo piano rispetto ai preamplificatori di alto livello. Il telecomando è un’opera d’arte a sé stante. La costruzione è al livello del DAC. È realizzato in alluminio e risulta perfetto da tenere in mano. Cambia il volume con incrementi di 1 dB con un flusso preciso e facile da controllare.

Il mio trombettista preferito in assoluto è Lee Morgan. Uno degli album più belli che abbia mai registrato, prima della sua tragica scomparsa all’età di 33 anni, è stato “Candy” per la Blue Note. Non c’erano altri trombettisti, solo lui da solista con il suo trio. Nella mia collezione, ho tutti gli album che Lee Morgan ha registrato come leader o come sideman. Con l’M3, il timbro/colore corposo, caldo e voluttuoso del suo strumento in questo album era lì, per essere ascoltato con una brillantezza squillante. I più piccoli dettagli e sfumature del suo fraseggio erano percepibili, ma non esacerbati al punto da sembrare che il suo modo di suonare fosse analizzato al microscopio. L’M3 ha sviluppato un’immagine olografica a grandezza naturale di Mr. Morgan che suonava il suo strumento al centro dello spazio acustico dello studio di registrazione, con i suoi compagni di band sparsi intorno a lui.

Un’uscita molto recente è un album di hard bop jazz di una nuova generazione di musicisti chamata Idle Hands, in omaggio al grande album Blue Note di Grant Green, “Idle Moments”. Il loro album si intitola Solid Moments e presenta una prima linea di sax tenore, chitarra e vibrafono. Questo album è registrato piuttosto bene e ha dinamiche esplosive, insieme a un’eccellente chiarezza che fornisce un palcoscenico sonoro ampio e realistico con i singoli musicisti posizionati con precisione su quel palcoscenico. Inoltre, amando l’interpretazione funky del genere hard bop,  questo nuovo gruppo, mette davvero alla prova le capacità di un DAC in termini di velocità di e macrodinamica complessiva. Non solo l’M3 ha infuso tutta l’intensità della tremenda potenza di questo gruppo per quanto riguarda il ritmo e la velocità della loro musica nel mio spazio di ascolto senza sforzo, ma ha anche restituito il peso di ogni strumento, in particolare il vibrafono, in modo incisivo e realistico. L’M3 trasmette un senso di energia e vivacità, come mai ho riscontrato nel mio sistema rispetto agli altri front-end digitali che ho utilizzato nel mio sistema.

Un album molto speciale di jazz latino cubano, “The Last Mambo”, è una registrazione dal vivo del leggendario bassista e compositore cubano Cachao Lopez del 2006 con un’orchestra di 24 elementi che celebra il suo contributo alla world music. Un paio di mesi dopo, morì all’età di 89 anni. Questa registrazione ha una grande dimensionalità spaziale e restituisce un’autentica sensazione della Ziff Opera House in cui è stato registrato il concerto. Si può sentire la posizione di Cachao sul palco con i suoi colleghi musicisti, il rumore del pubblico e gli applausi, e gli echi che rimbalzano da alcuni angoli della sala durante i momenti di silenzio. Ora, non fraintendetemi, questo è stato un concerto di grande emozione, il pubblico sapeva che la vita del loro eroe stava per finire. La musica è stata suonata magnificamente con passione da tutti i musicisti sul palco. Se un front-end digitale è all’altezza del compito, si riesce a percepire tutta l’umanità della musica, oltre all’atmosfera della sala. Grazie alla sua abilità spaziale e di imaging, l’M3 è riuscito a riprodurre tutta l’emozione coinvolgente della musica e del momento, come se ci si trovasse in quella sala insieme al resto del pubblico.

Sono rimasto impressionato dal DAC Bracasti Design M3? In effetti, dopo aver esplorato tutto il suo potenziale nel mio impianto, l’M3 mi ha sicuramente conquistato in modo straordinario. Ciò che avevo ottenuto dagli altri DAC, che rappresentano le priorità d’ascolto più importanti nel mio sistema, ovvero un timbro meraviglioso, una densità cromatica e un’immagine tridimensionale “piena” e corposa, è stato portato a un livello ancora superiore con il DAC M3. Aggiungete poi un senso di dinamica, velocità e vivacità illimitate, una trasparenza totale con tutti i più piccoli microdettagli in evidenza e capacità spaziali eccezionali per quanto riguarda le dimensioni e il posizionamento dei singoli strumenti su palcoscenici sonori realistici, il tutto reso in una presentazione organica, setosa e priva di grana. Infine, la qualità costruttiva e l’ingegneria di prim’ordine, che sono parte integrante di ciò che Bricasti Design apporta a tutte le sue apparecchiature, sono la ciliegina sulla torta di questo DAC di riferimento di livello mondiale. Con quanto ho appena condiviso nella mia recensione, mi rimane un ultimo compito. Sto cercando di capire come far rientrare l’acquisto dell’M3 nel mio budget, perché non voglio che esca dal mio sistema!

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